Factory reset: monitor Samsung 400DXN-2

Samsung 400DXN-2

Il monitor Samsung 400DXN-2 è un LCD da 40” dotato di un OS Windows Embedded (derivato da XP) che di tanto in tanto dà (soprattutto se si installano sul Samsung applicativi e/o codec video) problemi di instabilità difficili da diagnosticare e correggere. Ovviamente in un monitor orientato alle presetazioni multimediali in ambienti pubblici la cosa risulta fastidiosissima.

Di qui la necessità di correre ai ripari e dopo aver invano sfogliato manuali, Google e forum e dopo aver inutilmente sollecitato l’assistenza Samsung italiana per cercar di capire come eventualmente poter ripristinare ai valori di fabbrica l’OS tramite tecniche di disk imaging ho deciso di rivolgermi all’assistenza internazionale Samsung LFD Global Site.

Bene, in meno di due ore, nel corso delle quali sono state scambiate un paio di mail, un gentilissimo operatore coreano mi ha fornito la procedura per risolvere il problema: una grandissima dimostrazione di efficienza che ancora una volta evidenzia quanta strada il bel paese debba ancora compiere per essere al passo col resto del mondo.

NOTA: La procedura di seguito illustrata si applica al display Samsung 400DXN-2 Model Code: LH40BVTLBC/EN. Utilizzate le seguenti istruzioni a vostro rischio e pericolo (nel mio caso sono state risolutive).

Di seguito troverete le istruzioni che vi permetteranno di ripristinare un’immagine sul vostro Samsung 400DXN-2.

1. Creazione di una Pen USB avviabile:

Avrete bisogno di una Pen USB con più di 2 GB di volume avviabile. La maggior parte dei venditori USB raccomanda un proprio metodo per rendere il loro dispositivo avviabile. HP fornisce gratuitamente uno strumento facilmente reperibile a: http:/samsung-fix.com/DSSC/usb/hp_usbfw.exe

2. DOS file:

Avrete bisogno di un OS DOS. I file possono reperibili qui: http:/samsung-fix.com/dssc/usb/DosWin98se.zip Copiare il sistema operativo DOS file nella Pen USB.

3. Software SFIM:

Sarà necessario il programma sfim.exe. Si prega di scaricare il tool: http:/samsung-fix.com/dssc/usb/SFIM.exe Copiare il file SFIM.exe nella Pen USB

4. Immagine del sistema operativo:

Si prega di seguire l’URL qui sotto per scaricare l’immagine corrispondente al sistema operativo modello Samsung 400DXN-2: http://www.samsung-fix.com/dssc/images/460DXn2UXn2/M_LEOWES40_1001.1.zip Anche se il nome del file è M-LEOXPE04F-1010.1.SFI Si prega di rinominarlo in dxn.sfi prima di copiarlo nella vostra Pen USB. Questo sia per rispettare la limitata lunghezza dei nomi dei file in DOS, ma anche per facilitare la coerenza del prossimo set di istruzioni. Modificare anche nome del file 10011_M_LEOWES40_1001.1001.SFS in dnx001.sfs.

5. Settare il boot da USB sul Samsung 400DXN-2:

Sarà necessario modificare l’ordine di boot da BIOS nel vostro schermo. Premere F2 all’avvio per entrare nel BIOS. Poi, selezionare il menu di avvio e spostare l’opzione di avvio da ALL USB KEY coem priorità 1. Vai a Esci, quindi selezionare Esci e salva le modifiche e spegnere lo schermo.

6. Ripristinare l’immagine di fabbrica dell’OS dello schermo:

Inserire la chiave USB e accendere lo schermo. Al prompt, immettere il seguente comando per recuperare l’OS:

SFIM / r: 1 dxn.sfi / s

Spegnere lo schermo e rimuovere la chiave USB quando il processo è terminato

7.  Ripristinare il corretto ordine di boot dello schermo:

Premere F2 all’avvio per entrare nel BIOS. Poi, selezionare il menu di avvio e spostare l’opzione di avvio da ALL USB KEY alla più bassa priorità. Vai a Esci, quindi selezionare Esci e salva le modifiche e spegnere lo schermo.

Lo schermo è ripristinato alle condizioni di fabbrica.

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Ms Outlook 2007 with Business Contact Manager e le Google Apps

Credo che l’utilizzo delle Google Apps con client Ms Outlook con Business Contact Manager al momento attuale rappresenti l’alternativa ad Ms Exchange Server con TCO più conveniente per le PMI. Appena disporrò di un po’ più di tempo (quando?) descriverò con dovizia di particolari la soluzione che ho implementato per l’azienda che seguo.
Il risultato é stato molto soddisfacente (per me, ma anche a giudizio del cliente) ed è costato poco meno di 3000 Euro chiavi in mano per 15 postazioni (comprensivi delle sincronizzazioni degli smartphone Blackberry e iPhone). Canone annuale Google: 600 Eur.

Nessun impatto sul carico dei server aziendali. Caselle e-mail da 25 GB cadauna, con antivirus ed antispam!

Credo che con Zimbra non sarei riuscito ad arrivare a tanto.

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Eseguire Esplora Risorse come Administrator

Scheda Visualizzazione di Opzioni Cartella

Avendo spesso la necessità, per motivi ammnistrativi di eseguire explorer.exe (in italiano Esplora Risorse) con privilegi elevati, mi sono imbattuto in grosse difficoltà. Infatti il comando runas non sempre sembra funzionare: quando fallisce il problema risiede nel fatto che essendo il processo exlorer.exe in esecuzione è necessario poterlo eseguire in un processo separato.

Se explorer (come accade spessissimo) non è settato per essere eseguito in questo modo, il comando non fornisce alcun risultato.

runas /user:Administrator explorer.exe

Ci viene in soccorso una simpaticissima opzione di exlorer.exe ovvero lo switch /separate che permette eseguirlo (come si intuisce dal termine) in un processo separato.

runas /user:Administrator explorer.exe /separate

Spero di non dimenticarlo più.

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Aggiungere collegamenti sul Desktop a tutti gli utenti di un dominio AD

Spesso mi è capitato di dover creare dei collegamenti a risorse/file presenti in rete per poi doverli distribuire a tutti gli utenti di un dominio Actie Directory.

Di fronte a questa richiesta la prima cosa che viene in mente è quella di creare i collegamenti e poi copiarli facendo il giro dei client nella cartella C:/Documents and Settings/All User/Desktop. Ma quando i client in questione sono numerosi la cosa può essere parecchio dispendiosa in termini di tempo.

Perchè non sfruttare uno script da lanciare via GPO?

Basta applicare una GPO alle OU alle quali vogliamo distribuire i collegamenti. Tale GPO non dovrà far altro che eseguire uno script .bat in Configurazione Utente/Impostazioni di Windows/Script (Accesso/Fine Sessione)/Accesso

Lo script non dovrà far altro che eseguire il comando DOS copy per copiare i collegamenti preventivamente salvati su una share di rete nella cartella C:/Documents And Settings/All Users/Desktop sfruttando la variabile d’ambiente %AllUsersProfile%

copy /Y \\NomeServer\NomeShare\*.* %AllUsersProfile%\Desktop

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Prevenzione antilobotom: ripristinare schermata di logon dopo intevento amministrativo.

Capita spesso che, dopo aver dovuto effettuare l’accesso ad un client (in un dominio AD) come Administrator, il povero sistemista (che magari ha lavorato alacremente per sistemare le ca..ate di un utente) si senta chiamare al peggio al cellulare, tipicamente dopo le 19 di sera, dall’utente genius del PC: “Senti, dopo che sei passato tu io non riesco il mio computer non va più, continuo a digitare la password e sono sicuro che sia giusta ma non va più niente! Ma cosa hai fatto?”

E non serve a nulla lasciare un appunto scritto ricordando di inserire il proprio nome utente e di impostare il dominio nel campo Accedi a: nella schermata di logon. Il 95% degli utenti non sa neppure il proprio nome utente.

Un consiglio: prevenire è meglio di curare.

Allora il nome utente nella schermata di logon lo ripristino io, prima di spegnere la macchina, quando sono ancora connesso come Administrator, modificando due chiavi nel Registry in HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Winlogon

Le chiavi in questione sono:

    DefaultUserName
    DefaultDomainName

Ed il gioco è fatto! Il lobotom non si accorgerà nemmeno che siete passati di lì.

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VPN client per Netgear DG834G

Sto cercando il modo di connettermi in VPN al mio router e ho trovato queste soluzioni software che vado a testare.

In ambiente MS Windows per ora mi ha favorevolmente impressionato la documentazione a corredo e il fatto che si possa provarlo.

HowTo configure NetGear DG834G VPN Gateway(more gateway tutorial)

In ambiente Mac OS X invece andrò a testare VPN Tracker (un po’ caruccio invero).

Su GNU/Linux (un po’ per esperienze pregresse) proverò solo se i prodotti di cui sopra fungeranno.

Good night.

[UPDATE] Fantastico, in meno di tre minuti ho scaricato, installato e configurato TheGreenBow IPSec VPN Cient ed è funzionato al primo tentativo (cosa che con il ProSafe VPN Client della Netgear ci si scorda) [/UPDATE]

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Impostare permessi su directory/file tramite GPO

Scenario

Rete scolastica Microsoft con client Windows XP Pro e AD fornito da una macchina Windows 2003 Server R2

Problema

Sui client è stato installato software datato (sviluppato credo ancora per Windows 98) che per funzionare deve permettere all’utente un accesso in scrittura nella cartella C:\Programmi\software

Ovviamente di questo ci si accorge in ritardo e a questo punto si presentano due tipi di soluzioni (per pietà nei confronti degli insegnanti ho scartato l’ipotesi di cassare tutti gli applicativi vecchi):

  1. accedere come utente Administrator in locale a TUTTI i singoli client e cambiare amanina i permessi sulle cartelle (nonbuono);
  2. provare a sfruttare le Goup Policy (GP) messe a disposizione sui server Windows a partire dalla versione 2000 per cercare di settare i permessi sulle cartelle locali delle macchine in maniera accentrata (migarba).

Srtumenti necessari

Per modificare i permessi sulle cartelle via script (è quello che voglio fare) mi viene in aiuto una straodinaria utility gratuita rilasciata con licenza GPL che si chiama SetACL e permette proprio di manipolare i permessi in filesystem NT. Scarichiamola da qui

A noi serve la versione da riga di comando.

Soluzione

Come prima cosa dobbiamo distribuire SetACL.exe (ci serve per poter far eseguire il nostro script) a tutti i client. Questo lo facciamo impostando sulla OU del nostro laboratorio una GPO che impone uno script di startup al computer che copia il file da una share di rete nella system32 del client:

copy \\nomeserver\nomeshare\SetACL.exe %systemroot%\system32

Benissimo, ora abbiamo a disposizione l’utility SetACL sui computer locali (ovviamente dopo aver dato un gpupdate sul client o comunque al prossimo riavvio della macchina XP).

Non ci resta che creare un’altra GPO sulla OU del nostro laboratorio che, sempre mediante uno script di startup sul computer setti correttamente i permessi sulla cartella incriminata ( nel nostro caso genericamente C:\Programmi\software) concedendo ad esempio ai Domain Users i diritti di scrittura:

setACL.exe -on "C:/Programmi/software" -ot file -actn ace -ace "n:nomedominio\Domain Users;p:change”

Benissimo, l’orrendo e vetusto software inguardabile è tornato però a funzionare per la gioia degli insegnanti (ma perchè non si aggiornano?) :-)

Ovviamente in caso di necessità questo metodo è riutilizzabile e velocissimo e probabilmente mi consentirà di sbloccare anche il prossimo programma del 1997.

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Problemi di stampa in rete con Hewlett Packard

Ho perso talmente tanto tempo (inutilmente) con una stampante HP: scrivo un post che mi serva da promemoria e possa essere d’aiuto anche ad altri che si trovino nella mia situazione.

Stampante: HP Color LaserJet 2600n

Server di stampa: MS Windows Server 2003 R2

Dopo aver scaricato gli ultimi driver ho installato la stampante e l’ho distribuita come al solito con le GPO.

Ogni volta che un utente di dominio lanciava una stampa questa si bloccava in coda e nemmeno da amministratore su server si riusciva a ripulire la coda.

Arrestando e riavviando lo spooler di stampa con:

net stop spooler
net start spooler

la stampa si riavviava correttamente.

Dopo un po’ di ricerca ho scoperto che per risolvere il problema è sufficiente disabilitare il Supporto bidirezionale nella scheda Porte raggiungibile dalle Proprietà della stampante.

Il problema dovrebbe essere causato da un conflitto tra il driver della stampante e il il print monitor status software cme si evince anche da questa KB Microsoft.

Ed infatti tutto è tornato a funzionare a meraviglia. Occhio quindi alle stampanti di rete HP.

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VMware vCenter Converter: il convertitore universale in VM.

Grazie a Tevac ho scoperto l’esistenza di questo applicativo gratuito, multipiattaforma che permetterebbe meraviglie, ovvero la possibilità di convertire macchine fisiche, ma anche macchine virtuali create con altre piattaforme e addirittura immagini di backup di macchine (magari realizzate con il noto Symantec Norton Ghost) in macchine virtuali VMware.

Inutile dire che passo immediatamente a provarlo, ovviamente su Mac OS X.

[EDIT] Non esiste per Mac OS X (e io che volevo fare un P2V di un Server Mac…), ma per Windows e Linux

VMware vCenter Converter: schemo di funzionamento

VMware vCenter Converter: schemo di funzionamento

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Letture. Mac OS X Leopard Bible.

Mac OS X Leopard Bible

Ho approcciato questa guida sul bel sistema operativo di Apple con un certo scetticismo in quanto spesso questi manuali sono dedicati agli utenti alle prime armi e non offrono spunti per chi si sa ben approcciarsi ai sistemi operativi e desidera scoprirne le caratteristiche nascoste e le funzionalità avanzate. Sono stato attirato dalla nota in calce alla copertina, “Per il professionista“, che ha fatto breccia sul mio ego falsamente modesto. In effetti si affrontano argomenti difficilmente reperibili in pubblicazioni analoghe:

  • Apple Script (nel capitolo 21);
  • i comandi UNIX (nel capitolo 22);
  • la sicurezza del sistema (nel capitolo 23).

Purtroppo però le 100 pagine degli ultimi tre capitoli (sulle quasi 800 del libro) permettono solo di sfiorare l’argomento e lasciano il lettore sul più bello. Peccato. In ogni caso si ha sempre la sensazione che il libro sia scritto con un’ottima competenza e professionalità.

Autori:   Samuel A. Litt , Thomas, Jr. Clancy, Warren G. Gottlieb, Douglas B. Heyman, Elizabeth Costa-Woods, Seth B. Zuckerman
Titolo: Mac OS X Leopard. Bible.
Casa editrice: Hoepli
ISBN: 9788820338886

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