Virtualizzazione: prime impressioni.
Da tempo ci stavo pensando, ma ho sempre rimandato. Ora invece, stimolato dalle risorse esose erogate dai nuovi pc mi sono lanciato anch’io alla scoperta del fantastico mondo delle macchine virtuali.
Apro una piccola parentesi. A tutti i detrattori di MS Windows Vista suggerisco di riflettere sul fatto che l’avidità di questo OS ha costretto i produttori hardware a sfornare macchine con configurazioni standard generosissime (3 GB di RAM, processori velocissimi, schede video da urlo): questi bolidi, imprigionati da Vista, equipaggiati con una bella distro GNU/Linux spiccano il volo, con un downgrade a MS Windows XP diventano workstation strabilianti. Quindi, ripeto, non scagliamoci contro l’ultimo nato della casa di Redmond, perchè esso ha dato una marcia in più al mondo FOSS.
Tornando all’oggetto del presente post, finalmente, dicevo ho provato un software per la virtualizzazione. Ho cominciato ovviamente con un applicativo Open Source, disponibile per le principali piattaforme, ovvero VirtualBox di Innotek, recentemente acquisita nientemeno che da Sun Microsystem. Nello specifico ho installato l’applicazione su una Ubuntu 7.10 Gutsy Gibbon e ho virtualizzato per ora MS Windows XP (purtroppo per lavoro ogni tanto mi serve utilizzare Autodesk AutoCAD!). La creazione della macchina virtuale si completa in pochissimi passi, tra l’altro a prova di stupido. Tutto il resto consta di una ortodossa installazione Windows. Tutto, subito, è andato a buon fine senza alcun problema. Windows XP virtualizzato è veramente veloce ed eseguendolo a schermo intero non ci si accorge di essere su una macchina virtuale. Sono veramente rimasto molto impressionato!
Credetemi, lo switch verso OS alternativi a Microsoft è, anche grazie a sistemi di questo tipo che permettono di non rinunciare a particolarissime applicazioni che possono essere eseguite in una macchina virtuale, veramente accessibile a tutti. Qualcuno può obiettare che la stessa cosa si può fare attraverso l’emulazione, ad esempio con Wine, ma quest’ultimo emula e lo fa solo per applicativi Windows e non tutti (come la mettiamo con applicativi che necessitano del .NET Framekork?), mentre un software di virtualizzazione permette di creare macchine virtuali di un numero veramente considerevole di OS. Ad esempio come step successivo ho inetnzione di virtualizzare un server GNU/Linux da utilizzare come Web e mail server per lo sviluppo di alcuni miei progetti Web un po’ ambiziosi che le caratteristiche dei miei domini “economici” non mi permetterebbero di testare. Spero di riferire presto in merito.












